Da un punto di vista fisico è facile notare come questi centri di energia corrispondano in maniera abbastanza preciso a importanti ghiandole endocrine del Corpo Fisico; più interessante è notare come gli studi al riguardo abbiano indicato importanti corrispondenze tra le funzioni svolte da queste ghiandole e le funzioni che, tradizionalmente, i grandi Maestri di Yoga hanno attribuito ai Chakra. Qualche esempio? Nell'area cardiaca del corpo umano troviamo il timo e le ghiandole mammarie; la prolattina è un ormone connesso, tra l'altro, con la produzione del latte: questo concorda con le tradizionali attribuzioni del Chakra Anahata, o Chakra Cardiaco: l'amore per gli altri, il senso di responsabilità verso la vita altrui, il superamento di una prospettiva individuale ed egoistica in favore di un approccio di "dono" di sé agli altri. Le più recenti scoperte scientifiche hanno inoltre dimostrato che la ghiandola pineale, corrispondente al Chakra Ajna, produce una sostanza neuro-chimica di natura allucinogena, simile a quella di sostanze usate da tempo immemorabile in riti religiosi o sciamanici per indurre stati di coscienza alterata o di chiaroveggenza: questo coincide con le tradizionali caratteristiche del Terzo Occhio, la cui funzione principale è appunto la chiaroveggenza. E ancora, in corrispondenza del plesso solare abbiamo le ghiandole surrenali, che producono ormoni utili, tra le altre cose, nei processi digestivi, quegli stessi processi che, secondo lo Yoga, sono facilitati da un buon funzionamento del Chakra Manipura, situato appunto all'altezza del plesso solare. Di fronte alle critiche che la "scienza ufficiale" spesso avanza nei confronti di queste teorie, il fatto che le funzioni di queste ghiandole corrispondano molto strettamente con le funzioni attribuite dallo Yoga ai Chakra ci porta invece a ritenere che il sistema di fisiologia "invisibile" dell'uomo sviluppato dalle culture orientali costituisca una vera e propria mappa di un sistema psico-fisiologico dell'essere umano, fino ad ora trascurato.
Collocato alla base della spina dorsale, è il punto del corpo in cui è collocata l'energia chiamata "Kundalini". Corrisponde all'elemento della Terra; il suo colore è il rosso, il senso fisico è l'odorato e le tradizioni orientali gli fanno corrispondere della parola e dell'eterna conoscenza. Il suo mandala è il quadrato, l'animale è l'elefante, l'organo del corpo umano è il piede. Questo Chakra, che può essere definito il centro della vita materiale, è la base dell'esistenza dell'uomo nel mondo fisico, la sede dell'energia che ci permette di manifestarci nella vita quotidiana. Non è un caso che esso venga definito anche "Primo Chakra", "Chakra Radice" o "Chakra Basale": il Muladhara è effettivamente la radice partendo dalla quale ci muoviamo nel mondo e, conseguentemente, una disarmonia all'interno di questo Chakra causerà nell'essere umano un senso di sradicamento, una convinzione psicologica di essere privo di sicurezze sia in campo spirituale che nel mondo della materia. Corrisponde al Corpo Fisico e, all'interno di questo, alle gonadi e al sistema riproduttivo. I profumi che maggiormente lo stimolano sono il muschio, il patchouli e il sandalo, mentre le pietre adatte per lavorare con le sue energie sono il quarzo e la pietra di luna. La sua immagine tradizionale mostra quattro petali di colore rosso, con la sillaba-mantra "Lang" o "Lam" scritta all'interno di un quadrato di colore giallo; alternativamente, alcuni testi tradizionali indiani mostrano anche un triangolo di colore rosso (che corrisponde al Sole, alla Luna e al Fuoco) con un vertice rivolto verso il basso. Corrisponde a quella branca dello Yoga che viene chiamata "Hata-Yoga", nell'ambito della quale vengono insegnate le varie posizioni che i praticanti di Yoga assumono durante i loro esercizi, e alla divinità Indù Brahama. Infine, è collegato con i Chakra situati nei piedi, che collegano l'organismo con la Terra e permettono l'interazione con le energie telluriche. L'energia del Muladhara è estremamente densa, vitale e potente, associata agli aspetti di base della sopravvivenza dell'essere umano nel mondo che lo circonda; in questo senso, il Chakra Radice è associabile con la parte più antica del cervello umano, definita "cervelletto rettiliano", che regola gli istinti di conservazione e sopravvivenza: un antico assioma ermetico, riportato nella famosa "Tavola di Smeraldo" attribuita a Ermete Trismegisio, che recita "Come in alto, così in basso", dimostra che i nostri avi, anche in un ambiente culturale occidentale, erano consci di questa correlazione. La collocazione fisica di questo Chakra, vale a dire la base della spina dorsale, ci indica che esso è la dimora dell'energia chiamata Kundalini, il serpente di fuoco che risale attraverso i Chakra man mano che questi vengono risvegliati.
Collocato lungo la spina dorsale vicino agli organi genitali, lo Svadisthána Chakra, detto anche "Secondo Chakra" o "Chakra Sacrale", è fondamentalmente associato alla creatività in tutte le sue forme, compresa l’attività umana creativa per eccellenza, la riproduzione e continuazione della specie. Non è questa la sede per descrivere minuziosamente il modo in cui la sessualità e le energie dell'unione sessuale stiano alla base di molte, se non di tutte, fra le attività e le sensazioni dell'essere umano: ricordiamo però che la sessualità non influenza la sola attività sessuale ma, se correttamente intesa nella sua essenza di interazione tra polarità, informa di sé l'arte, la cultura, il pensiero e i sentimenti dell'uomo; potremmo dire che la sessualità sia alla base di ogni atto di espressione individuale. Il secondo Chakra è quindi un centro energetico estremamente attivo, la chiave fondamentale sia per la creatività che per la beatitudine. Gli corrispondono il colore arancione, la Luna tra i pianeti (nella concezione degli antichi, per i quali la Luna non era un satellite ma, appunto, un pianeta) e l'elemento Acqua. 1 suoi animali sono i pesci e gli alligatori, le sue pietre il corallo e la corniola, e inoltre gli corrispondono tutti i liquidi. Tra i tipi di Yoga, il più "vicino" a questo Chakra è il Tantra-Yoga, cioè lo Yoga dell'unione degli opposti. Fisicamente questo Chakra è correlato agli organi genitali, alla vescica e ai reni, alla parte inferiore dell'intestino; gli corrispondono le ghiandole riproduttive, il plesso prostatico (nel maschio) e il plesso utero-vaginale (nella femmina). Le funzioni a esso correlate, come detto sopra, sono fondamentalmente la creatività, la procreazione, le funzioni sessuali, la ricerca del piacere (sia fisico che spirituale) e il miglioramento della vitalità. Un cattivo funzionamento di questo centro può invece provocare una smodata brama sessuale, una altrettanto eccessiva repressione, instabilità a livello emotivo, insensibilità.
Detto anche "Terzo Chakra" o "Chakra del Plesso Solare", il Manipúra è il centro dell'Io o, meglio ancora, della volontà individuale, del potere personale, il vortice della coscienza dell'individuo. In questo Chakra nasce la spinta che porta l'individuo ad affermarsi nella vita e rispetto al mondo che lo circonda, affrontando le continue sfide dell'esistenza di ogni giorno. E’ la sede del carisma personale, della consapevolezza di essere un individuo unico al di là della semplice necessità di sopravvivere (rappresentata invece dal Múládhara). Gli corrispondono il fegato, lo stomaco, l'intestino tenue, il pancreas e il plesso solare, alla cui altezza è collegato. Il suo colore è il giallo, mentre il pianeta è Marte e l'elemento è il Fuoco; gli animali sono l'ariete e il leone (che anche astrologicamente sono correlati al Fuoco), le pietre il topazio e l'ambra, la disciplina il Karma-Yoga. Un funzionamento squilibrato in senso eccessivo di questo centro può portare estrema tendenza all'ira, ulcere di origine nervosa, incapacità di essere calmi, mentre uno squilibrio in senso opposto può causare timidezza, scarsa energia, necessità di ricorrere a sostanze esterne per stimolare il proprio fisico, tendenza alla sottomissione e disturbi di digestione.
Situato all'altezza dello sterno, il "Quarto Chakra" o "Chakra del Cuore" è considerato il punto focale dell'amore e del senso di compassione: in quasi ogni cultura e in ogni tempo, infatti, il sentimento dell'amore è stato individuato e collocato nel cuore, l'organo principale associato a questo centro. Superando il concetto di amore come “semplice" sentimento tra due persone, arriviamo a concludere che l'Anahata è il punto in cui la coscienza dell'uomo, intesa nel suo senso più ampio, esce da una prospettiva individuale per abbracciare "gli altri": il punto di vista di chi riesce a stimolare in sé questo Chakra non è quindi più quello personale e, tutto sommato, egoistico, ma giunge ad abbracciare il prossimo in una compassione che lo collega, simbolicamente ed effettivamente, con il resto della razza umana e del mondo. Il sentimento che caratterizza l'Anahata Chakra è quello di non essere più soli, la consapevolezza di essere parte di un tutto armonico, nell'ambito del quale siamo uniti con ogni altro essere presente nell'universo: gli stessi limiti individuali vengono spazzati via da una nuova forma di coscienza collettiva, che ci aiuta a "vedere oltre". Collocato tra i tre Chakra inferiori e i tre superiori, il Quarto Chakra simboleggia inoltre il perfetto equilibrio, la possibilità di scegliere tra il dirigersi verso l'alto o verso il basso, il "giusto mezzo" che in ogni cultura spirituale ha sempre rappresentato la condizione più desiderabile e difficile da conseguire. Attivare il Quarto Chakra significa dirigersi consapevolmente verso lo sviluppo dello Spirito, verso quelle forme di coscienza superiori che sono caratterizzate dall'abbandono delle semplici priorità di egoismo e sopravvivenza personale esemplificate dai Chakra Múládhara, Svadisthána e Manipúra. Sono quindi associati a questo Chakra l'amore, la compassione, l'altruismo, la capacità di aprirsi al prossimo e di comprenderlo (esemplificate linguisticamente da vocaboli quali "simpatia" o "empatia"). Fisicamente gli corrispondono il cuore e i polmoni con le loro importantissime funzioni vitali, la ghiandola chiamata timo e il plesso cardiaco.
Il Vishuddha Chakra si trova lungo la spina dorsale, all'altezza della gola. Chiamato anche "Quinto Chakra" o "Chakra Laringeo", il Vishuddha presiede tutte le funzioni di comunicazione e di espressione personale; il suo potere è particolarmente evidente per quello che riguarda la comunicazione, verbale e non, l'eloquenza e la capacità di trasmettere le proprie idee in modo chiaro, preciso e convincente: in questo senso, il Vishuddha potrebbe essere definito come il più potente e influente tra i Chakra. Attivato, conferisce infatti il potere di esprimersi e parlare in modo estremamente persuasivo e convincente: gli corrispondono quindi le forme più alte ed efficaci di creatività (ogni attività di creazione comprende infatti uno stadio in cui l'idea proveniente dal profondo del nostro essere viene spiegata, a noi stessi e agli altri) e di comunicazione. Fisicamente gli corrispondono le corde vocali e tutti gli organi della parola, la ghiandola tiroide e il plesso laringo-faringeo
Il "Sesto Chakra" o "Chakra della Fronte" si trova tra gli occhi, nel punto in cui inizia il naso. Conosciuto come "Terzo Occhio" o "Occhio di Saggezza", è la dimora delle più elevate funzioni dell'intelligenza, dell'introspezione e della chiaroveggenza; non è un caso che, già nei primi e più superficiali livelli di meditazione, non sia inusuale avvertire sensazioni anche molto forti all'Ajna Chakra, quale un senso di pressione verso l'interno del capo. Il corretto e completo funzionamento di questo Chakra conferisce la capacità di comprendere profondamente le forze sottili dell'universo (come lo stesso Reiki ...) che intervengono e influenzano in ogni situazione. L’attivazione (spesso si parla di "apertura", in armonia con la metafora dell'occhio) dell'Ajna permette di raggiungere con facilità scopi e obiettivi che siano positivi e creativi, proprio per la capacità di "vedere" con chiarezza le situazioni e quello che, di volta in volta, ci è necessario per raggiungere le nostre mete. A questo Chakra corrispondono quindi l'introspezione, l'intuizione, l'udito, la chiaroveggenza, l'intelligenza; fisicamente è connesso con tutto il cervello, con la ghiandola pituitaria, con il plesso cavernoso.
Il Sahasrára Chakra, detto anche "Settimo Chakra" o "Chakra Coronale", è il centro della "coscienza cosmica" dell'individuo, vale a dire della capacità di superare la semplice prospettiva terrestre e di entrare in un'ottica universale, non limitata dalle condizioni di vita e di consapevolezza del nostro pianeta. Proprio per questo il Sahasrára Chakra non è situato all'interno del nostro Corpo Fisico ma alcuni millimetri al di sopra della testa: una collocazione indicativa proprio del fatto che questo centro costituisce una sorta di trampolino verso una forma di coscienza estremamente più ampia e comprensiva di quella normale; e in questo senso è da interpretare anche l'insegnamento, diffuso in determinate correnti del Tantrismo, secondo il quale il Sahasrára, a differenza degli altri Chakra che esistono nel nostro corpo e devono essere "aperti" (vale a dire attivati o risvegliati), non esisterebbe fin dalla nostra nascita, ma verrebbe progressivamente creato dall'attivazione e dal funzionamento degli altri sei centri, dal lavoro spirituale su se stessi, dalla continua purificazione, dall'incessante sgrezzamento della nostra essenza per liberarla dalle scorie della materialità nella quale viviamo immersi quotidianamente. Comunque stiano le cose, l'apertura o la creazione del Settimo Chakra porta a uno stato di contatto e comunione con la forza creatrice dell'universo, uno stato di purificazione, appagamento spirituale, totale libertà dalle limitazioni dei nostri istinti bassi e grossolani: si tratta, è evidente, di stati dell'essere che sfuggono alle possibilità descrittive della razionalità e che possono essere "compresi" (nel senso di "presi all'interno di noi", vale a dire assimilati e non semplicemente "capiti") soltanto attraverso l'esperienza diretta. La funzione di questo centro è quindi quella che potremmo definire di "coscienza cosmica"; fisicamente gli corrispondono il cervello, il plesso cavernoso e la ghiandola pineale. |
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